mercoledì 19 ottobre 2011

La dispensa di Yamato: un'occhiata generale



Lo sapete che Yamato, oltre ad essere il nome della Famiglia Imperiale giapponese e il ceppo genetico di noi giapponesi, è anche uno dei nomi con cui viene definito il Giappone stesso?
Si dice che questo nome derivi dall'antico nome del regno di Yamatai che ancora oggi non si sa bene dove fosse. O meglio, alcuni studiosi lo collocano nella zona di Kyoto e Nara, proprio per giustificare il seguente periodo in cui Nara fu la capitale giapponese e luogo d'origine della Famiglia Imperiale, altri studiosi, basandosi sulle cronache degli Han posteriori (un libro cinese del V secolo, il più antico documento conosciuto in cui si parla del Giappone) il mitico Yamatai, governato dalla regina Himiko sarebbe stato nell'isola di Kyushu, attorno all'area di Fukuoka. Quindi? Non si sa... ogni volta che trovano qualcosa che fa sembrare sia da una parte ecco che ne arriva un'altra che rimette tutto in discussione... ma in fondo è l'aspetto frustrante ma meraviglioso dell'archeologia no? E secondo voi dov'era Yamatai? Ditemelo nei commenti, se volete e poi vi dirò la mia... ^^
Comunque tutta questa premessa storica è solo per dirvi che riflettevo in questi giorni su come sia diversa le dispensa giapponese da quella italiana per cui mi trovo spesso a parlare con le amiche di ricette e lori mi confessano di avere difficoltà a realizzarle perché non trovano gli ingredienti. Io non cucino sempre "piatti tipici" giapponesi, intendiamoci. Non faccio sempre il sushi o il sashimi o la tenpura o l'okonomiyaki... il più delle volte porto a tavola del riso, delle verdure e un po' di tofu o di pesce... o faccio cose semplici... ma forse la difficoltà sta in quello perché speso pur usando, ad esempio, verdure italiane, utilizzo salse, spezie aromi giapponesi... una foglia di shiso qui, un po' di daikon lì, il brodo di dashi, la pasta di miso, un po' di alghe... insomma mi adatto a quello che trovo ma lo "giapponesizzo" nel sapore... e questo è quello che mette in difficoltà molte amiche. 
Allora ho avuto l'idea di provare a raccogliere in qualche post alcuni degli ingredienti "immancabili" nella cucina di una giapponese... e parlandone uno a uno suggerirvi anche dove trovarli e che usi farne... 
Vi piace l'idea? Spero di sì e se vi vengono in mente idee o cose che vorreste sapere, scrivetemelo e cercherò di soddisfarvi quanto prima!

Bene allora iniziamo.
Tanto per cominciare diamo un'occhiata generale a quello che potreste trovare aprendo la mia credenza e il mio frigo... poi uno alla volta analizzeremo tutti gli ingredienti... 

In dispensa:
RISO giapponese (uso sempre i sacchi da 10kg, ma anche più piccoli vanno bene) 
salsa di soia giapponese
katsuobushi
brodo dashi granulare
mirin
miso
tofu, varietà nigari in particolare, sia fermo sia morbido
Alghe nori in fogli
alghe konbu
kanten (alga agar agar)
soba
udon
somen
ramen istantanei
aceto di riso
zenzero fresco
gari (zenzero sottaceto)
semi di sesamo
wasabi
shichimi togarashi
salsa teriyaki
aceto di riso
sake
tè verde giapponese (sencha se possibile)
tè in polvere maccha
zucchero semolato
sale
nuka
amido di patate
pasta di mochi
anko (marmellata di fagioli rossi)
curry in dadi per la salsa al curry

in frigorifero:
nattou
latte
tofu (aperto)
pesce
uova
verdure miste
daikon (rapanello giapponese)
foglie di shiso

Certo, poi ci sono gli ingredienti occidentalizzati, visto che, da quando vivo qui, cucino sia giapponese che italiano, ma gli ingredienti che ho citato sono, diciamo, quelli base per cucinare quasi ogni piatto "comune" che si mangia in Giappone. Cose semplici, quelle che ogni mamma prepara per cena... cose che personalmente amo perché mi riportano indietro a quando ero bambina, ai sapori genuini di ogni giorno, al caldo del kotatsu invernale con i mandarini in centro tavola o al profumo dell'estate...
Cercherò, una volta a settimana, di prendere 2 o 3 ingredienti e parlarne più approfonditamente, su come le uso in genere, dove le trovo e se lo so raccontarvi qualche aneddoto legato ai vari ingredienti, e una ricettina simpatica... se vi piace l'idea chiaramente ^^
A presto!!





venerdì 23 settembre 2011

E' ora di svelare un segreto...

La settimana scorsa sono andata a trovare alcuni amici. E fin qui niente di strano. Ma questi amici, che vivono purtroppo lontani per frequentarli assiduamente come vorrei, sono davvero le persone più care al mondo e in loro compagnia ho trascorso un fine settimana di "vacanza" (le mie uniche e sole vacanze) davvero indimenticabile.
Ma il motivo per cui ne parlo qui, su questo blog di cucina, è che per festeggiare il nostro incontro ho pensato di portar loro, oltre ai normali omiyage (è un'usanza giapponese, di solito tradotto con souvenir, amiamo far pensierini quando andiamo a trovare qualcuno, anche se purtroppo ho potuto fare solo cose piccine U_U) ho pensato di preparare e portare qualcosa di cucinato da me, dal momento che è la mia passione e che lo trovo un modo bellissimo di condividere anche il cuore oltre che la gola.
La prima idea era di preparare del sushi freschissimo, ma i 300 km di viaggio in auto e il grande Demone Celeste (che ha fatto rompere l'aria condizionata in auto) mi hanno fatto desistere, consapevole che un sushi che scende dall'auto con le sue gambe non è commestibile... e poiché non avrei avuto, pensavo, modo di cucinare sul momento, ho esclusa ramen e kare raisu.
Allora ho puntato a quello che amo realizzare, una TORTA SALATA!
Ebbene lo confesso: adoro, amo, venero le torte salate. Amo farle, amo mangiarle, sono pazza per mille varianti e mille ricette. Insomma datemi una sfoglia e un po' di cose e posso vivere felice!

La torta salata in questione è riuscita particolarmente bene anche se ho rimaneggiato un po' la ricetta originale da cui avevo preso spunto... così bene che, appena arrivata, è diventata la cena mia e dell'amico allora presente e quella che è rimasta è stata spazzolata a velocità luce come aperitivo il giorno dopo...
E questa è la nota triste perché mi sono resa conto che non avevo immagini nel momento esatto in cui  ne stavamo addentando una fetta... pazienza, ho utilizzato l'immagine da cui ho tratto la ricetta che ho in seguito modificato... spero non me ne voglia l'autore...



In ogni caso ecco la mia ricetta, che è diventata una tra le mie preferite.

Cosa serve:
- Un disco di pasta brisee
- 375 gr di ricotta morbida (una vaschetta e mezza insomma)
- 200 gr di salmone affumicato (mi sono imbattuta nell'irlandese, eccelso)
- mezza cipolla rossa
- 3 zucchine scure medie
- 2 uova
- 2 cucchiai da minestra di parmigiano grattugiato
- un cucchiaino di sale
- una grattugiata di pepe nero, se piace
- un po' di prezzemolo fresco o surgelato
- pochissimo olio evo

Come procedere:
Innanzitutto accendere il forno a 180 gradi e lasciarlo scaldare.
Tagliare a dadini le cipolle e le zucchine e cuocerle in una padella antiaderente appena unta d'olio aggiungendo un po' del sale e il prezzemolo. Mentre cuociono tagliare a pezzetti anche il salmone e, quando le zucchine sono quasi cotte, aggiungerlo alla padella facendolo appena appena cuocere un po'. Spegnere e lasciar raffreddare.
Mentre questo si raffredda mettere in una terrina grande la ricotta e i rossi d'uovo, il sale, il pepe e uno dei due cucchiai di parmigiano. Mescolare con cura e appena zucchine e salmone saranno freddi a sufficienza incorporarli nell'impasto. Da ultimo, montare a neve i bianchi d'uovo e con estrema dolvezza incorporarli nella miscela.
Stendere in una teglia la pasta brisee senza togliere la carta forno e bucherellandola con una forchetta.
A questo punto, dolcemente, rovesciare la farcitura nella pasta livellandola con un cucchiaio e ripiegando i bordi su se stessi. Spolverare con il secondo cucchiaio di parmigiano e infornare sul ripiano medio basso per 30 minuti. Al termine dei 30 minuti settare (se avete un forno elettrico) il caldo dal basso per altri 5 minuti, infine lasciare con il grill per gli ultimi 5.
Sfornare e lasciar riposare per qualche ora.
Deliziarsi.

Chou Oishii ne!!!!

mercoledì 7 settembre 2011

Sono tornata ne!

No, insomma... veramente non sono mai andata via, perché di vacanze non ne ho proprio fatte. Ma ho vissuto momenti molto tristi e altri allegri ma impegnativi e tra una cosa e l'altra non sono ho cucinato raramente qualcosa di speciale o di meno banale di riso o ramen, ma non ho nemmeno avuto molto tempo per fotografare e scrivere la ricette di quelle piccole cose che sono riuscita a realizzare ogni tanto.
Ma adesso le cose si stanno un po' rimettendo a routine, quindi con ogni probabilità riuscirò anche a postare ricette e foto con un ritmo meno sconclusionato (spero ^^).
Per ora vi lascio con la foto di una mia piccola creazione che è stata particolarmente apprezzata da marito san e che replicherò spero presto per amici speciali...
Non ho le foto del making of ma la ricetta sì, quella la posto...
Ecco qui, la dedico a un amico che ama sia mangiare e che lamentarsi perché poi si vede sui bottoni della camicia... perché è ora che prenda una decisione e perché da parte mia preferisco un chilo in più a una vita insapore fatta di insalata scondita ^^:


Flan di asparagi
Dosi per 4 persone:
Una confezione da 200ml di panna liquida fresca
Cento grammi di parmigiano grattugiato
Due uova
Un mazzo di asparagi freschi sbollentati (vanno bene anche quelli surgelati se fuori stagione)
Due cucchiai di farina bianca
Una noce di burro
Un pizzico di sale

Prima di iniziare accendere il forno a 150 gradi.
Mettere in una terrina la panna, il formaggio (avendo cura di lasciarne tre cucchiai da parte), un cucchiaio di farina bianca e il pizzico di sale. Mescolate bene e aggiungete gli asparagi leggermente sbollentati e tagliati a rondelle.
Imburrare la teglia, io uso quelle monouso di alluminio perché più facili da togliere senza rompere il flan, ma vanno molto bene anche quelle in silicone, infarinare avendo cura di buttare l’eccesso di farina.
Mettere il composto nella teglia, guarnendo con alcune punte d’asparago e spolverare il tutto con il formaggio rimasto.
Infornare e cuocere per venti/trenta minuti circa, controllando di tanto in tanto.
Togliere dal forno e quando il tortino è tiepido togliere dalla teglia facendo molta attenzione e servire.


Itadakimasu!

sabato 6 agosto 2011

Fuori tema

Lo so non centra nulla con la cucina, ma il 6 agosto è un giorno un po' particolare quindi vi linko la nota su Fb che ho scritto... se vi piace sentitevi liberi di condividerla, copiarla o prendervi l'immagine. La cosa importante è che né ora né mai succeda di nuovo.
Un saluto a tutti.

http://www.facebook.com/notes/michiyo-takagawa/a-hiroshima-il-6-agosto/256320274397564

venerdì 29 luglio 2011

Soba improntue

Lo so, dovrei aggiornare. Anche perché cucino ogni giorno e possibile che non abbia ricette?
No, ricette ne h il problema è scriverle, preparare le foto e fare il post... è un periodo un po' di superlavoro, in aggiunta sto facendo prove supplementari di danza per uno spettacolo che farò a breve e ai mille ipegni che mi rendono la vita frizzante... quindi mi capita di essere un po' stanca a volte e di non aver molta voglia di scrivere... ma prometto che aggiornerò presto con un paio di post golosi a cui sto pensando da un po'.
Nel mentre vi lascio con i soba freddi in insalata con tofu stagionato, cetriolo fresco e semi di sesamo che ho preparato giusto ieri in un lampo di tempo.
I soba sono una tipica pasta giapponese fatta di grano saraceno che in genere si mangia fredda o calda intinta in un brodo particolare chiamato tsuyu unito a negi (una specie di porro) e alga nori, come accompagnamento a molti piatti.
In questo caso però ho pensato di utilizzarli in maniera un po' atipica per un piatto freddo ed estivo da preparare al volo scovata molto tempo fa sul blog di the sexy flexitarian. 
Li dedico a un caro amico, che ama il buon cibo ma tra mancanza di tempo e di esperienza mi ha detto di non cucinare molto... questa ricettina è così facile e gustosa che so l'apprezzerà.

Soba Improntue

Servono:
- Soba (spaghetti giapponesi di grano saraceno, si trovano nei negozi orientali senza problemi)
- Cetrioli, un paio non troppo grandi e con pochi semi. Devono essere freschi e sodi.
- Tofu stagionato ma in alternativa formaggio di capra o pecorino, se il tofu non vi ispira molto. Io da giapponese ne vado matta.
- Semi di sesamo non tostati.
- Sale, olio, prezzemolo fresco per condire.

Come si preparano:
Riempire di acqua una pentola e portare a bollore senza salare. Quando bolle buttare dentro i soba e si cuociono fino a che non sono morbidi, ma non collosi (va a gusti, assaggiate quando vi vanno bene... per gli italiani in genere io amo la pasta scotta, quindi non metto un tempo... è una cosa soggettiva).
Scolate i soba, poi raffreddateli in acqua fredda e ghiaccio.
Nel mentre che cuocete la pasta, tagliate a dadini il tofu, sbucciate e tagliate i cetrioli e mettete il tutto da parte.
Quando i soba sono freddi metterli in una ciotola con il tofu e i cetrioli, aggiungere il sesamo e condire con sale, olio e prezzemolo tritato a piacere.
Mescolare bene e gustarli usando a scelta le hashi (le bacchette) o la forchetta. Sono buoni in ogni caso!



Itadakimasu minnasan!